Storie

Maria

Carissimi,

non saprei come cominciare a scrivere tutto quello che provo. Non so perché proprio stasera mi sento pronta a scrivervi.

Ho vissuto due brutti episodi nell’arco di un anno e mezzo e nessuno aveva capito cosa avessi…troppo lavoro, troppo stress, troppe responsabilità e invece due mesi fa è arrivata la diagnosi di Brugada.

Avrei potuto cercare mille modi per parlavi personalmente, conoscervi… ma fino ad oggi non ho avuto la forza né il coraggio. Preferisco scrivervi stasera, in questo spazio scomodo della vita, in cui però ho trovato la forza di fare quello che sto facendo ora: aprirmi.

Sono addolorata per la perdita di vostro figlio e subito dopo aver ricevuto la diagnosi, non ho potuto fare altro che pensare a voi e a Lorenzo.

Siete stati anche il motore della mia rinascita, la forza che mi ha risollevata dal letto e mi ha dato l’energia per riprendere la mia Vita…io che posso…tanto quanto sarebbe piaciuto a lui.

Sarà bello conoscervi, stringerci la mano, partecipare alle vostre iniziative. Darvi sostegno. Darcelo a vicenda.